TEMA 1: GEODINAMICA

Sessione 1.1: Terremoti e faglie
Convener: E. Eva (INGV, Roma), P. Galli (Pres. Consiglio, Roma)

Negli ultimi 20 anni la nostra penisola è stata colpita da tre grandi sequenze sismiche generate da altrettanti sistemi di faglie normali contigui (Colfiorito 1997 - L'Aquila 2009 - Monte Vettore 2016), e da diversi altri terremoti con effetti oltre la soglia del danno, da quello calabro-lucano nel 1998, a quello del Molise nel 2002, del Garda nel 2004 o dell'Emilia nel 2012. Ad ognuno di questi terremoti è seguita una risposta della comunità scientifica sempre più importante e sempre più complessa, grazie anche alle nuove tecnologie di investigazione.
Come ogni anno la sessione si pone l’obiettivo di censire i più recenti avanzamenti nello studio della sismicità e delle strutture sismogenetiche, con particolare attenzione a quelli improntati ad un approccio multidisciplinare, sia in campo geologico che sismologico, ed ai loro prodotti applicativi, anche in termini di protezione civile. Sono quindi ben accetti i risultati di studi su sequenze sismiche (anche di eventi storici), revisione di cataloghi storici e recenti, riconoscimento e caratterizzazione di strutture e sistemi di faglie attive, ivi compresi studi paleo ed archeologici, tecniche di localizzazione di eventi sismici, utilizzo dei dati GPS e SAR per la valutazione delle deformazioni presismiche, cosismiche e postsismiche.

Sessione 1.2: Processi tettonici attivi: confronto fra dati osservazionali e modelli interpretativi
Convener: G. Lavecchia (Univ. Chieti), G. Valensise (INGV, Roma)

Negli ultimi due decenni l’osservazione geologica tradizionale è stata fortemente arricchita dalla disponibilità di dati di varia natura (andamenti della sismicità, meccanismi focali, dati di stress in situ, dati di esplorazione del sottosuolo, dati GPS, dati di interferometria satellitare) che hanno spesso messo alla prova idee e modelli consolidati. Questi dati vanno utilizzati con attenzione perché quasi sempre fanno riferimento a scale spaziali e cronologiche molto diverse da quelle caratteristiche dell’osservazione geologica convenzionale. Quindi è opportuno agire con cautela per trarre il massimo dall’incrocio tra dati geologici e strumentali, prendendo atto che le nostre conoscenze sulla tettonica attiva e sulle strutture potenzialmente sismogenetiche restano parziali e frammentarie.
Le sessione intende stimolare i giovani ricercatori sulla necessità di un approccio interdisciplinare e multi-scala, in cui dati geologici, geodetici e sismologici siano pienamente integrati per la costruzione di modelli crostali e sismotettonici ben vincolati e possibilmente tridimensionali.
Sono particolarmente incoraggiati i contributi che valorizzino le possibili sinergie tra metodologie di indagine diverse e che documentino le aree in cui tale approccio integrato è più promettente. Al contempo, sono anche sollecitati contributi che mostrino l’inadeguatezza, a volte, dei dati disponibili per la costruzione di modelli pienamente condivisi.

Sessione 1.3: Vulcani e campi geotermici
Convener: P. Marianelli (Università, Pisa), F. Bianco (INGV, Napoli)

La sessione è dedicata agli aspetti geologici, geochimici e geofisici della vulcanologia e della geotermia in un ambito multidisciplinare. Saranno ben accetti contributi sulle seguenti tematiche: vulcanismo, geotermia e tettonica regionale; formazione di camere magmatiche e messa in posto di corpi intrusivi; imaging geofisico dei vulcani e dei campi geotermici; attività sismica e deformativa collegata ad eruzioni; fenomeni di unrest e problemi di mitigazione della pericolosità vulcanica.
Saranno benvenuti contributi in cui geofisica, geologia, stratigrafia, vulcanologia, geochimica e petrologia contribuiscano a chiarire le relazioni tra attività vulcanica, sistemi idrotermali e geotermici, strutture tettoniche, finalizzati alla formulazione di modelli interpretativi sia per la mitigazione della pericolosità vulcanica che per una corretta gestione di risorse energetiche.