TEMA 2: CARATTERIZZAZIONE SISMICA DEL TERRITORIO


Sessione 2.1: Pericolosità sismica da terremoti e maremoti
I modelli di pericolosità sismica e quella da maremoti continuano ad essere un argomento di grande rilievo all’interno della comunità scientifica e di quella degli stakeholder, che ne fanno uso in ambito normativo, assicurativo, di protezione civile, di pianificazione territoriale. In questa sessione si intende continuare il dibattito iniziato insieme negli scorsi anni, proseguendo nello sviluppo di riflessioni sui seguenti temi:
1. modelli di pericolosità sismica a lungo, medio e breve termine, dipendenti o non dipendenti dal tempo, e confronto con esperienze a livello europeo e internazionale, passate e in corso. Possibile integrazione delle metodologie standard con il contributo, in termini probabilistici, di altri tipi di dato (sismici, geologici, geodetici) e di modelli di stima. Uso ed integrazione di approcci probabilistici e deterministici per la realizzazione di stime di pericolosità relative ad eventi rari (tempi medi di ritorno maggiori di 1000 anni). Procedure di valutazione comparativa mediante l'uso di osservazioni geologiche, geodetiche, macrosismiche ed accelerometriche. Comunicazione agli stakeholder e al pubblico di questo tipo di informazione;
2. scenari di scuotimento e relativi elementi costitutivi. Possibile integrazione dei dati in tempo reale, diverse parametrizzazioni dello scuotimento e relazione dei parametri usati con i valori di intensità. Procedure di valutazione comparativa mediante l'uso di osservazioni geologiche, macrosismiche ed accelerometriche;
3. modelli di pericolosità da maremoti generati da sisma, confronto con esperienze a livello europeo e internazionale, possibile integrazione in termini probabilistici di altri tipi di dato. Scenari di evento e relativi elementi costitutivi. Sistemi di allertamento. Prospettive sulla pericolosità da maremoti non generati da sisma;
4. presentazione e confronto su progetti di ricerca, nazionali e internazionali, che includono le tematiche trattate nella sessione.

Responsabili della sessione:
Daniela Di Bucci (DPC) - daniela.dibucci@protezionecivile.it
Dario Albarello (UniSi) – dario.albarello@unisi.it
Bruno Pace (UniCH) - bruno.pace@inich.it

Sessione 2.2: Scienza e tecnica a supporto della prevenzione sismica e della relativa preparazione
La mitigazione del rischio sismico è un settore in rapida evoluzione poiché gli sviluppi scientifici, ingegneristici e tecnologici stanno fornendo nuovi elementi in materia di prevenzione, preparazione, risposta e ripresa del sistema e della popolazione agli effetti di terremoto.
Questa sessione ha lo scopo di raccogliere tutti quei contributi che possono fornire avanzamenti nelle strategie di riduzione del rischio sismico, incluse esperienze e raccolte dati da terremoti passati, così come nuove proposte di ricognizione, formazione e protezione civile per eventi futuri.
Anche quest’anno, una parte della sessione sarà dedicata alla realizzazione di scenari di rischio sismico a diverse scale e con diverse metodologie. In questo ambito, si invitano contributi metodologici e applicativi provenienti da diverse discipline scientifiche e tecniche, relativi alle analisi di rischio, alle singole componenti necessarie alla sua valutazione (scuotimento sismico e pericolosità, amplificazioni di sito, effetti indotti sul territorio, curve di fragilità incluse quelle per strutture industriali e infrastrutture), alle piattaforme e banche dati per il calcolo di scenari di danno e di perdite.

Responsabili della sessione: /br>
Mauro Dolce (DPC ) - mauro.dolce@protezionecivile.it
Francesca Pacor (INGV) - francesca.pacor@ingv.it
Maria Polese (UniNA) - mapolese@unina.it

Sessione 2.3: Energia, rischi correlati ed effetti a cascata
Scopo principale della sessione è contribuire al miglioramento delle conoscenze sulle attività di ricerca, estrazione e sfruttamento delle risorse energetiche per favorire una gestione sostenibile e una sempre maggiore sicurezza delle comunità. Sono attesi contributi della comunità scientifica e tecnica, del mondo dell’informazione, delle società di esplorazione e produzione e degli Enti di gestione del territorio nell’ambito dei diversi possibili approcci al problema, con riferimento a: (i) metodi per una conoscenza adeguata del sottosuolo e delle sue dinamiche, (ii) tecniche di monitoraggio, (iii) valutazione dei rischi potenziali correlati alle attività antropiche e loro relazione con i rischi naturali, (iv) gestione del territorio con riferimento anche a fenomeni di subsidenza, (v) attività strutturali e non strutturali per la prevenzione e mitigazione dei potenziali impatti, (vi) comunicazione e corretta informazione.
Per quanto riguarda gli effetti a cascata ci si propone di discutere dei cosiddetti eventi Na-Tech, ossia incidenti tecnologici causati da eventi naturali che, con l'intensificarsi degli eventi naturali estremi e con l'aumentare della complessità e dell'interdipendenza dei sistemi industriali, risultano in costante crescita. La sessione intende approfondire in modo particolare l'analisi del rischio Na-Tech indotto da terremoti, i quali possono innescare incidenti tecnologici di particolare gravità come incendi, esplosioni, rilasci di sostanze pericolose o dispersioni tossiche.

Responsabili della sessione:
Angelo Masi (UniBas) – angelo.masi@unibas.it
Luca Martelli (RegER) - luca.martelli@regione.emilia-romagna.it